Sarà che siamo esattamente nel periodo della mostra del cinema di Venezia, sarà che abbiamo dato news di un corto trasmesso su RaiTre basato su Read Dead Redemption ottenuto utilizzando il motore grafico del gioco, ma ci sembra quantomeno doveroso parlare di quanto questi due mondi, un tempo ben distinti e lontani, ora si stanno influenzando l'un l'altro.

Argomento sicuramente interessante e decisamente vasto, l'influenza tra videogiochi e cinema è giunta probabilmente ora nel periodo più evidente. Videogiochi al cinema, cinema nei videogiochi e un'evoluzione per entrambe le parti che può portare a nuove possibilità. Questa è la situazione attuale, ma vediamo di chiarirla per fare un po' d'ordine.
I videogiochi al cinema ci sono. Azzarderei a dire che è dal 1993 che ci sono entrati grazie ai due idraulici più famosi del mondo: Super Mario Bros. Da lì in poi è stata tutta una strada in discesa (nonostante il flop di critica e pubblico) grazie anche ai film di combattimento del 1995: Street Fighter e Mortal Kombat che riescono ad avere un ben più ampio successo di pubblico grazie anche ai nomi famosi degli attori protagonisti: Jean-Claude Van Damme per l'uno e Christopher Lambert per l'altro. Da quel momento in poi, con il continuo sviluppo delle tecniche degli effetti speciali, film spettacolari e inimmagibili fino a quel momento sono diventati pane quotidiano, basti pensare al recente Prince of Persia.

Il cinema nei videogiochi si nota forse ancora di più, non tanto per i tie-in dei film importanti, ma quanto per una certa impostazione di telecamere e scenografia che, col passare degli anni, è andata praticamente a pareggiarsi con il cinema. Si può citare Mass Effect, Alan Wake o ancora Uncharted, ma il titolo più significativo è sicuramente Heavy Rain. Concepito e ideato da David Cage, fondatore di Quantic Dream, questo thriller utilizza attori veri e propri successivamente digitalizzati e utilizzati come protagonisti del gioco. Grazie alle nuove tecnologie quindi, non solo si riescono a produrre e realizzare film basati dai videogiochi, ma anche il contrario, con un utilizzo sempre più frequente di attori pronti a dare il fisico e, a volte, anche il viso a personaggi di qualche nuova opera ludica.
Poi esistono quelle opere ibride, come il corto di Read Dead Redemption trasmesso su RaiTre, che vengono chiamati machinima, abbreviazione di machine cinema o machine animation, che utilizzano un motore grafico già pronto di un videogioco, di cui utilizza texture, modelli e altri elementi. Oltre al caso già citato, i machinima sono stati dati in pasto al grande pubblico grazie ad un videogioco specifico: The Movies. Il titolo del geniale Peter Molyneux dava la possibilità ai giocatori di gestire uno studio cinematografico e di poter creare e gestire i propri film fin nel più piccolo dettaglio (costumi, copioni, musiche, ecc...) per poi registrarli e renderli disponibili tramite internet.

Tornando quindi all'argomento iniziale, i due mezzi sono profondamente in contatto e ormai le influenze sono sotto gli occhi di tutti. Cosa succederà in futuro non siamo in grado di dirlo, ma già una piccola certezza già l'abbiamo: con il successo dell'effetto 3D al cinema, anche il mondo dei videogiochi si è già attrezzato per utilizzare questa tecnologia nei prossimi giochi. Per il resto, purtroppo non ci resta altro che attendere impazientemente.
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