Accingersi a recensire un gioco tratto dal film basato sull'omonima serie di videogiochi è cosa rara (ma probabilmente andando avanti col tempo diverrà pratica molto più comune) e quantomeno particolare.
Riprendendo la trama che più o meno sta alla base di tutti gli episodi di Prince of Persia (con un principe che deve salvare il suo regno dalle forze oscure) Jerry Bruckheimer ha realizzato l'omonimo film, mentre gli studi Ubisoft Montreal ne hanno sviluppato un nuovo capitolo che appare diverso, ma nemmeno così tanto, dagli episodi precedenti.

Ispirato soprattutto da "Le Sabbie del Tempo", questo nuovo titolo si pone concettualmente come un sequel. Il Principe, va a far visita al fratello Malik, impegnato però a difendere la sua città assediata dai nemici.
Queste circostanze porteranno Malik ad utilizzare il potere racchiuso nei medaglioni custoditi dai due fratelli principi per risvegliare l'antico esercito di Re Salomone, una armata tanto potente quanto malvagio, che in battaglia non fa distinzione tra alleati o nemici. La scelta di utilizzare il potere del medaglione fa prendere due strade diverse ai fratelli; toccherà a noi condurre il Principe attraverso le varie zone del palazzo, scalando pareti, saltando nel vuoto e ovviamente scoprendo, poco per volta, i nuovi poteri che avremo a disposizione.

Le fasi platform infatti sono più varie grazie all'introduzione di nuove abilità, tra cui spicca senza dubbio quella di poter ghiacciare l'acqua per un breve periodo. Cascate e zampilli diventano parte integrante dei nuovi percorsi e vengono utilizzate per poter avanzare nel nostro cammino. Non sarà però solo questa abilità a variegare l'azione di gioco; il Principe sarà capace anche a manipolare il tempo, per potersi salvare da morte certa o per ritornare sui propri passi quando abbiamo già saltato nel vuoto.
In un gioco come Prince of Persia, parte importante della realizzazione tecnica si concerta sul level design, che mai come in questo titolo deve essere capace di saper sempre divertire e mai annoiare. Anche su questo aspetto l'impresa è riuscita, anzi, a parer nostro, l'azione risulta più varia e divertente rispetto all'ultimo e, probabilmente anche grazie all'introduzione delle abilità di cui parlavamo poco sopra.

Certo, l'atmosfera da dipinto che la grafica in cell shading donava al precedente titolo qui è scomparsa, sicuramente in favore di una somiglianza con il film presente tuttora nei cinema, così come i modelli poligonali, soprattutto quello del protagonista, ricalcano in modo più o meno riuscito le fattezze di alcuni attori, in primis Jake Gyllenhaal. Che la scelta di questo tipo di grafica sia stata obbligata è chiaro, ma che rappresenti addirittura un addio a quel, a nostro modo di vedere, fantastico acquerello in movimento che si era creato?
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L'audio annovera buone tracce musicali di sottofondo, calzanti ai vari momenti che affronteremo, ed un buon doppiaggio in italiano che fortunatamente non ha richiamato a sè voci di personaggi noti che spesso non fanno altro che rovinare i personaggi e l'atmosfera in generale.
Punto dolente di tutta la produzione è indubbiamente la longevità che si aggira sulle 7-8 ore complessive, e che, per un titolo completamente votato al single player, sono davvero poche. Certo, magari poi si andava a cadere nella ripetitività di certe azioni o di alcuni passaggi, ma visto la varietà dimostrata durante tutto il titolo forse fare ancora qualcosa di più sarebbe stato molto apprezzato.
Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate si presenta esattamente per quello che è e per quello che la saga è sempre stata, ovvero un buon gioco composto da parti platform e parti action. Chiunque abbia apprezzato i precedenti, troverà nuovamente un ottimo titolo che ripagherà le aspettative, per chi invece cerca qualcosa di diverso rispetto alle "classiche" avventure del Principe più famoso del mondo dei videogiochi, non troverà nulla di cui davvero emozionarsi e che possa fargli cambiare opinione.

PRO:
Mix bilanciato tra platform ed action
Ottimo level design
CONTRO:
Troppo corto
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